sabato 10 settembre 2016

SUICIDE SQUAD RECENSIONE




SUICIDE SQUAD RECENSIONE


Suicide Squad è un film basato sulla storia dei fumetti DC COMICS, diretto da David Ayer (noto per la realizzazione di Sabotage e Fury, e scenggiatura di Fast and Fourios.
Il  cast comprende attori di grande notorietà come :Will Smith, Jared Leto, Margot Robbie, Joel Kinnaman, Viola Davis, Jai Courtney, Jay Hernandez, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Ike Barinholtz, Scott Eastwood e Cara Delevingne.
Suicide Squad è uscito il 5 agosto 2016 negli Stati Uniti e il 13 agosto in Italia in 3D e IMAX 3D.



Joker - Harley Quinn





TRAMA



Amanda Waller decide di  reclutare un gruppo di criminali noti in tutto il mondo per la loro spietatezza, in una missione contro il terrorismo. La squadra è composta dall'ex-psichiatra Harley Quinn, il cecchino assassino Deadshot, l'ex-gangster  El Diablo, il ladro Capitan Boomerang, il mostruoso cannibale Killer Croc e il mercenario Slipknot) sotto il comando del colonnello Rick Flag. Alla squadra si aggiunge Katana, mercenaria in possesso di una spada paricolare.
Un 'altra donna potrebbe essere  reclutata  e si tratta della fidanzata di Rick Flagg, June Moon  un'archeologa che è stata posseduta da un' essere malvagio : L'incantatrice.
In realtà i membri della squadra sono all'oscuro del reale morivo della missione, per questo ci domandiamo . Riusciranno a restare uniti e a portare al termine l'incarico affidatogli?
I super criminali non possono ribellarsi perché ad ognuno di loro è stata inserita una bomba nel collo, pronta ad esplodere in qualunque momento vorranno opporsi. La situazione sembra diversa per Harley Quinn che proverà a scappare grazie all'aiuto di Joker.

Suicide Squad dovrà affrontare la minaccia rappresentata dall'incantatrice, un'entità del passato pronta a distruggere gli uomini che l'hanno imprigionata in un corpo che non le appartiene. Questa figura prova a devastare il mondo invocando il fratello.
Un membro della Suicide Squad comprende il reale morivo della missione e scopre il mistero dell'Incantatrice, così decide di affrontare Flagg.  Quest'ultimo rivela la verità, portando i membri della squadra ad abbandonare la missione. Flag, avendo compreso di aver fallito la missione, libera la squadra e decide di proseguire da solo; Deadshot e compagni, volendo dimostrare di essere più che semplici criminali decidono di tornare e aiutarlo. Suicide Squad riuscirà ad affrontare l'incantatrice e salvare la dottoressa June Moon?




suicide squad



RECENSIONE




La pellicola, uscita in Italia il 13 agosto,  è una delle più attese dell'anno perché è capace di collegare la storia dei fumetti precedenti, ma la critica  ha accolto negativamente  la generale confusione della trama e dei personaggi, lodando invece  la performance degli attori.
Nel film a mio avviso sono state prese decisioni  sbagliate a partire dalla scelta di Jared Leto nel ruolo di Joker, un personaggio dal profilo psicologico estremamente complesso, che  doveva essere interpretato da un altro attore.
Jared Leto non è riuscito a rappresentare perfettamente il ruolo, perché risulta eccessivo e poco credibile, i suoi movimenti e atteggiamenti risultano troppo " studiati" e poco  attinenti al ruolo affidatogli.  Malgrado sia nota la bravura di Jared Leto, l'attore in questo film non è stato avvincente. Sicuramente  non verrà ricordato in questa interpretazione, ma la maggioranza delle persone assoceranno la figura di Joker a quella di  Jack Nichlson e  Heath Ledger straordinariamente verosimili.
Invece l'attrice Margot Robbie realizza una perfetta interpretazione nel ruolo di Harley Quinn, un personaggio molto interessante  che rappresenta la massima sanità mentale portata alla massima follia dopo l'incontro con Joker, del quale si è innamorata perdutamente. Si tratta di una donna che per amore perde la sua personalità vivendo senza regole  e limiti. Se non ci fosse stata Margot il film non avrebbe avuto molto successo, perché l'Harley Quinn del film è pazza, ma nel modo giusto.
Nonostante alcuni aspetti negativi non particolarmente apprezzati dalla critica, Suicide Squad è un film  non convenzionale, diverso dalle altre produzioni DC COMICS che si distingue per la capacità di intrattenere il pubblico attraverso il racconto di una storia avvincente in cui i protagonisti non sono " i buoni" ma una squadra di criminali, per la prima volta ingaggiati per il bene pubblico.
Il film viene presentato con lo stile di un videogioco, ma riesce a intrattenere gli spettatori grazie allo stile e alle musiche.
Will Smith  è  attinente nel ruolo di  DeadShot   in quanto rappresenta alla perfezione un uomo buono che ha alle spalle una famiglia a cui tiene moltissimo, ma che ha compiuto delle scelte sbagliate nel corso della sua esistenza.





COLONNA SONORA




E' particolarmente bella la  colonna sonhora del  film Suicide Squad. ECCO QUI PER VOI LE TRACCE PIU INTERESSANTI DEL FILM!

-Purple Lamborghini by Skrillex & Rick Ross

-Sucker For Pain (with Logic, Ty Dolla $ign & X Ambassadors) by Lil Wayne


-Heathens by Twenty One Pilots


-Standing In The Rain (feat. Mark Ronson) by Action Bronson & Dan Auerbach (of The Black Keys)


-Gangsta by Kehlani


-Know Better by Kevin Gates


-You Don't Own Me (feat. G-Eazy) by Grace


-Without Me by Eminem


-Wreak Havoc by Skylar Grey


-Medieval Warfare by Grimes


-Bohemian Rhapsody by Panic! At The Disco


-Slippin' Into Darkness by War


-Fortunate Son by Creedence Clearwater Revival


-I Started a Joke (feat. Becky Hanson) by ConfidentialMX



Il video di Purple Lamborgini è uscito a luglio ed ha come protagonista Jared Leto, in costume da Joker.








TRAILER





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giovedì 1 settembre 2016

ROMA WEB FEST IN MEDIA PARTNERSHIP CON SKY




LA NUOVA EDIZIONE DEL FESTIVAL DEDICATO ALLE WEB SERIE IN MEDIA PARTNERSHIP CON SKY

RILASCIATO IL PROMO UFFICIALE DEL ROMA WEB FEST 2016 CON LUCA VECCHI (THE PILLS) E CLAYTON NORCROSS









Il Roma Web Fest realizzerà una nuova edizione in media partnership con Sky, per consentire ai nuovi talenti si esprimere al meglio le loro capacità attraverso la creatività e la sperimentazione di nuovi linguaggi.

“Investire nel talento e nella creatività italiana per innovare i linguaggi e far crescere nuove realtà e nuovi professionisti, è da sempre il modo in cui Sky interpreta il suo ruolo nell’industria culturale di questo Paese,sottolinea Riccardo Pugnalin, Executive Vice President Communication & Public Affairs di Sky. Il Roma Web Fest rappresenta in questo senso una grande opportunità, perché offre uno spazio libero di confronto a quei talenti emergenti che vogliono innovare il linguaggio delle serialità utilizzando le nuove forme di espressione che stanno nascendo grazie al web”


Si tratta della quarta edizione, annunciata oggi dalla promo ufficiale 2016.

Protagonisti del video, sono Luca Vecchi, filmmaker della web serie di culto The Pills, e l’attore internazionale Clayton Norcross noto per la soap-opera Beautiful, che si presta qui a un ruolo insolito, sorprendentemente ironico. Insieme alla loro la youtuber romana Cristina Spagnuolo.

Il promo gioca, in modo ironico verso i giovani artisti che lavorano alla realizzazione di prodotti web nativi in un mercato che sta muovendo i primi passi e che solo per pochi rappresenta anche un vero e proprio business..

Nella realizzazione delle web serie lavorano moltissime persone, che creano dei prodotti audiovisivi di risultato sorprendente che attira l'attenzione del pubblico.


“Le web-serie sono uno dei prodotti più interessanti di questo decennio – sottolinea Antonio Visca, direttore di Sky Atlantic, canale interamente dedicato al meglio della serialità internazionale e spazio esclusivo per le serie originali targate Sky. E la partnership con il Roma Web Fest ha una doppia valenza: da una parte siamo sicuri che tra i titoli che parteciperanno al Festival troveremo progetti espunti interessanti per il canale; dall’altra sarà un’occasione importante per stringere ulteriormente i rapporti con una community, quella dei videomaker, dei registi e degli sceneggiatori del web, da cui potrebbero uscire i nuovi nomi della creatività televisiva di domani”.



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giovedì 25 agosto 2016

PREMIO PERSOL TRIBUTE TO VISIONARY AWARD 2016 A LIEV SCHREIBER

 73 MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA :




PREMIO PERSOL  TRIBUTE TO VISIONARY AWARD 2016

 A LIEV SCHREIBER




LIEV SCHREIBER



La 73 Mostra del Cinema di Venezia si terrà al Lido dal 31 agosto al 10 settembre 2016, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.

Giorno 2 settembre si terrà la consegna del premio Persol Tribute To Visionary Talent Award 2016 in Sala Grande alle ore 22:00 a  Liev Schreiber, un regista e attore statunitense, considerato dal New York Times il miglior attore shakesperiano della sua generazione.
Il premio verrà consegnato in occasione  della proiezione del film The Bleeder Fuori Concorso, diretto da Philippe Falardeau, con Liev Schreiber e Naomi Watts. Si tratta di un film che racconta la vera storia del pugile Chuck Vepner, ispirato all'illustre Rocky .

Il direttore Albero Barbera ha una profonda stima per questo attore, infatti egli sostiene che Schreiber sia noto per la capacità di immedesimarsi nei personaggi interpretati, riuscendo a dare il meglio di se  in ruoli complessi e di profonda umanità.
Liev Schreiber è un attore talentuoso che è stato presente più volte alla Mostra del Cinema, in diverse occasioni, come ad esempio: il film Premio Oscar Il caso Spotlight  di Tom Mc Carthy, nel 2012 con il film d’apertura Il fondamentalista riluttante di Mira Nair, nel 2004 con The Manchurian Candidate (2004) di Jonathan Demme, nel 2005 con il suo film d’esordio Ogni cosa è illuminata, con Elijah Wood, per il quale ha vinto i premi Lanterna Magica e Biografilm.


Chiara Occulti, Senior Vice President Brand and Communication Management di Luxottica Group è molto orgogliosa di assistere alla premiazione del PERSOL TRIBUTE TO VISIONARY TALENT AWARD a Liev Schreiber, un talento che rispecchia la caratteristica di Persol.

Liev Schreiber è un attore che alle origini della sua grande carriera cinematografica ha iniziato a lavorare per  diversi spettacoli teatrali a Broadway con classici di William Shakespeare come La tempesta, Amleto, Otello e molti altri.. al fianco di attori del calibro di Sigourney Weaver e Jason Robards.
Nel 1994 debutta con il film Agenzia Salvagente di Nora Ephron, e recita nella trilogia di Scream diretta da Was Craven. È stato candidato al premio Emmy e al Golden Globe per l'interpretazione di Orson Welles nel film RKO 281tempesta.
Tra i film più importanti da lui interpretati ricordiamo:Salt (2010) di Phillip Noyce, X-Men le origini – Wolverine (2009) di Gavin Hood, Motel Woodstock (2009) di Ang Lee, Defiance – I giorni del coraggio (2008) di Edward Zwick, The Manchurian Candidate (2004) di Jonathan Demme, Kate & Leopold (2002) di James Mangold accanto a Meg Ryan e Hugh Jackman, A walk on the moon - Complice la luna (1999) di Tony Goldwyn, The Hurricane (1999) di Norman Jewison,
Nel 2005 Schreiber ha diretto il suo primo lungometraggio Ogni cosa è illuminata, con Elija Wood-


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L'UOMO CHE NON CAMBIÒ LA STORIA DI ENRICO CARIA


 73 MOSTRA DEL CINEMA  DI VENEZIA







L'UOMO CHE NON CAMBIÒ LA STORIA,

DI ENRICO CARIA







Si tratta di un documentario che verrà presentato alla 73 Mostra di Venezia sulla giornata particolare dell' archeologo e storico d'arte Ranuccio Bianchi Bandinelli ,colui che fu scelto come guida dell'incontro tra Hitler e Mussolini in occasione del viaggio compiuto dal Fuhrer in Italia nel maggio del 1938.

Egli fu un rinnovatore dell'archeologia e della storia dell'arte antica che negli anni ’30 insegnò archeologia nelle università di Cagliari, Pisa, Groniga (Olanda) e Firenze.
Inseguito nel 1935 Bandinelli fondò la Critica d'Arte insieme a Carlo Ludovico Ragghianti, per affrontare tematiche trascurate sulla questione storico-idealista di Benedetto Croce.
Nel 1938 gli venne affidato l'incarico di guida in occasione della visita a Roma e Firenze di Adolf Hitler. Accettò in seguito di tenere conferenze in Germania e di svolgere un'analoga funzione per la visita a Roma di Hermann Goering. L'anno successivo rifiutò la direzione della Scuola Archeologia italiana di Atene, dalla quale era stato appena rimosso il direttore ebreo Alessandro Della Seta, e nel 1942 rifiutò un incarico del Ministero per l'insegnamento a Berlino di "Storia della civiltà italiana”.
A questo punto si ritrova davanti ad una scelta importante: sottostare alle leggi dei due odiati dittatori, o compromettere studi, carriera e forse incolumità personale? Insomma: che fare?
Quando poi il cortese invito si trasforma in un ordine perentorio che lui non può rifiutare, non ha più scelta. Egli comprende che nessuno può controllarlo, e deve combattere per la sua libertà d 'azione. Così Bandinelli si oppose al fascismo, partecipando a movimenti liberal-socialista, da cui nacque il Partito d 'Azione.


IL REGISTA : Enrico Caria






Enrico Caria




Enrico Caria realizza una pellicola interamente ispirata al diario dell'illustre archeologo, con grande oggettività.
Il regista ha lavorato come vignettista e giornalista per Paese Sera, Voce della Campania, Cuore, La Repubblica, L'Unità, Il Mattino, Il Mattino Illustrato, Roma, L'Umanità, Boxer, Il Fatto Quotidiano, Le Iene, ed ha realizzato ccommedie nere e satiriche (17, ovvero: l’incredibile e triste storia del cinico Rudy Caino, Carogne, Blek Giek, L’era legale) e del docu-film Vedi Napoli e poi muori.


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mercoledì 24 agosto 2016

Jesus VR – The Story of Christ



Jesus  VR – The Story of Christ

Il primo lungometraggio in Realtà virtuale

 in prima mondiale alla 73 Mostra Del Cinema di Venezia


Jesus  VR - Lungometraggio in realtà virtuale




Il lungometraggio Jesus VR-The Story Of Christ sarà presentato a Venezia dall'1 al 4 settembre, per dare la possibilità a tutti gli accreditati di visionare questa nuova scoperta che sta cambiando il mondo del cinema.
Il film, che avrà una durata di 90 minuti è prodotto da AUTUMN VR Inc e VRWERX, LLC.
Jesus VR - The Story of Christ, primo lungometraggio mai realizzato in Realtà virtuale, cioè un nuovo, dirompente mezzo espressivo che sta ridefinendo i modelli del cinema e dell’industria dei media, e che può offrire nuove possibilità creative a registi e artisti per raccontare nuove storie ed esplorare inediti linguaggi.
La realizzazione di lungometraggi in Virtual Reality è una grande innovazione che  consente allo spettatore di immedesimarsi nel contesto narrativo grazie a innumerevoli dispositivi. Ricordiamo Lost”, presentato l’anno scorso al Sundance Film Festival, che attraverso l’ausilio dell’Oculus Rift permetteva allo spettatore di cambiare punto di vista a seconda degli spostamenti della testa.
Si tratta di un esperimento nato negli anni 50  con Morton Heilig che progettò il Sensorama,una macchina ideata per il cinema che aveva immagini stereo 3D, vibrazioni, vento, sensazione tattile di movimento,feedback su un manubrio per ritornare, audio stereofonico ed un sistema per riprodurre profumi.


ALBERTO BARBERA , DIRETTORE 73 MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA




“Siamo particolarmente lieti dell’opportunità di presentare il primo lungometraggio al mondo interamente realizzato in Virtual Reality – ha dichiarato il Direttore della Mostra Alberto Barbera – Jesus VR servirà a dimostrare le potenzialità narrative e spettacolari della nuova tecnologia, sinora limitata a filmati di breve durata. Il fatto assume particolare valore nell’anno in cui anche  il rinnovato mercato del film, ora Venice Production Bridge, presenta 6 progetti di VR fra le 40 proposte di prodotti audiovisivi in cerca di finanziamenti, insieme a film, documentari, serie TV e web series. Un segno dell’attenzione che la Mostra di Venezia riserva ai grandi mutamenti che stanno contribuendo a ridefinire l’orizzonte della produzione di immagini in movimento.”






 CAST JESUS VR- THE STORY OF CHRIST



Enzo Sisti è il produttore esecutivo di Jesus VR - The Story of Christ, mentre il consulente religioso è Padre William Fulco, entrambi hanno ricoperto gli stessi ruoli nel film La passione di Cristo.

"Siamo onorati di aver girato questo film innovativo interamente in Italia con una troupe per lo più italiana", ha dichiarato il produttore esecutivo Enrico Sisti, "è fantastico che il primo luogo dove lo presentiamo sia la favolosa Mostra del Cinema di Venezia".

Il lungometraggio è diretto e prodotto da David Hansen con i suoi partner Johnny Mac attraverso la AUTUMN VR e la VRWERX di Alex Barder e Russell Naftal.

Jesus VR-The Story Of Christ è un'iniziativa che nasce per raccontare la storia di Gesù Cristo in modo dettagliato, narrando dalla nascita alla resurrezione, dal battesimo ai primi miracoli fino alla crocifissione. Il lungometraggio è stato girato a Matera in 4K 360° ed ha coinvolto una troupe italiana con centinaia di collaboratori.
Questo film innovativo sarà presentato in prima mondiale a Venezia , e la proiezione si terrà nel nuovo VR Theater, allestito al secondo piano del Casinò e attrezzato con 50 VR Head Gears per la visione individuale su sedie rotanti a 360°.



Jesus  VR – The Story of Christ





Jesus VR - The Story of Christ sarà disponibile a Natale sulle principali piattaforme di Realtà virtuale, incluse Google Cardboard, Samsung Gear, Oculus Rift, PlayStation VR e HTC VIVE.








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THE NIGHTS OF ZAYANDEH – ROOD

THE NIGHTS OF ZAYANDEH – ROOD 

FILM D'APERTURA VENEZIA CLASSICI







"È facile far tacere il regista, ma è impossibile sopprimere il cinema"  Cit. MohsenMakhmalbaf.

Alla Mostra di Venezia 73  verrà presentato come film d'apertura della sezione classici il film The night of Zayandeh-rood di Mohsen Makhmalbaf, giovedì 1 settembre in Sala Giardino e Sala Volpi.
Il film realizzato nel 1990 dal regista in Iran, ed è stato censurato perché andava contro lo spirito di quel Paese. 
Nel 2016 sono stati ritrovati alcune parti dell'originale,restaurati dallo stesso regista. 


Mohsen Makhmalbaf ha dichiarato:
 Ho girato The Nights of Zayandeh-rood nel 1990 (26 anni fa) in Iran. Dopo aver visto il film, il comitato di censura iraniano mi chiese di tagliarne 25 minuti per ottenere il permesso per la proiezione. Mi rifiutai di accettare i loro ordini. Ciononostante il comitato stesso, ignorando la mia richiesta, tagliò quei 25 minuti dal negativo originale.
Ero così distrutto e frustrato, che non potevo pensare di vedere il film col pubblico al cinema. Sarebbe stato come vedere il corpo mutilato e deturpato di una cosa vivente sullo schermo.
Alla notizia della censura, accorsero in decine di migliaia per assistere alla prima del film al festival di Fajr in Iran. Il giorno della proiezione, si formarono code chilometriche fuori dal cinema. Qualcuno aveva addirittura aspettato fuori tutta la notte, dalla sera alla mattina successiva, per essere sicuro di entrare e vedere il film. A quelli che riuscirono a vederlo, il film piacque, e venne percepito anche il messaggio che stava dietro. Nella pellicola, videro l’orribile e triste futuro verso il quale li stava portando il governo islamico.
Dopo il festival, il comitato di censura mi chiese di tagliare ulteriori 12 minuti del film. Un’altra volta mi rifiutai, e di nuovo il taglio venne fatto senza la mia approvazione. Così le autorità ridussero i 100 minuti originali del film in una versione di soli 63 minuti! Dopo il festival il film divenne celebre e molti ne domandarono la proiezione. Tuttavia, la linea dura dei media appartenenti allo Stato mise me e il film sotto costante attacco e accusa per sei mesi di fila! Qualcuno domandò anche la mia esecuzione. Infine venni arrestato dalla polizia segreta e, dopo lunghe ore di interrogatorio, tutto il materiale del film venne sequestrato.
Da ultimo, il leader supremo iraniano volle vedere il film. Lo guardò nel suo ufficio in una proiezione privata. Poi lo accusò di essere contro gli obiettivi rivoluzionari e di rappresentare una minaccia alla sicurezza nazionale. Per questo bandì il film e diede il negativo mutilato al comitato di censura, perché fosse tenuto per sempre negli archivi.
In seguito, The Nights of Zayandeh-rood non uscì mai dagli archivi per essere proiettato in alcun festival, dentro o fuori dall’Iran. Non poteva nemmeno essere proiettato al pubblico.
Ventisei anni dopo (nel 2016), il negativo esistente è stato rubato e salvato dagli archivi della censura (non posso dare alcun dettaglio su come questo è stato fatto). Quando dopo ventisei anni ho visto di nuovo il film, sono rimasto sorpreso dal fatto che, nonostante le mutilazioni (quasi un terzo del film), la storia e la struttura principale rimanevano quasi indenni.  Il film sembrava una cosa vivente senza arti, ma che respirava ancora, e la storia e il significato non erano perduti.
Ho deciso di lavorare a Londra su ciò che avevo recuperato dei resti del negativo e della colonna sonora. Sono riuscito a rendere il film pronto per la proiezione e l'ho inviato alla Mostra del Cinema di Venezia. Tuttavia la Mostra aveva chiuso le iscrizioni ed era pronta ad annunciare la selezione, e non potevo aspettarmi di avere alcuna chance di essere selezionato quest'anno.
Tuttavia, qualche ora dopo aver spedito il film, ho ricevuto la seguente mail da Alberto Barbera, direttore della Mostra di Venezia: "Ho appena finito di vedere il tuo meraviglioso film e sono profondamente commosso! È davvero forte, audace e toccante. Sapere che il film è stato massacrato e ridotto a 63 minuti mi fa impazzire! Posso solo immaginare quanto più grande fosse la versione originale. Voglio senza alcun dubbio presentarlo a Venezia..."

Dopo aver letto le parole di Alberto Barbera, ho sentito il film rinascere. Mi è tornato in mente quel giorno, così tanti anni fa, quando il leader supremo iraniano aveva mandato qualcuno da me. Il suo messaggero era un uomo del clero (Mullah) ed era lì per minacciarmi di morte. Gli ho risposto: "È facile far tacere il regista, ma è impossibile sopprimere il cinema" .





IL REGISTA



Mohsen Makhmalbaf  è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e montatore iraniano che si oppose al regime dello scià Reza Pahlevi.

Ricordiamo il suo primo film, Nassouh le Répétant, e una quindicina di lungometraggi che vincono numerosi premi internazionali, tra cui L'ambulante (1987), Il ciclista (1989), Salam Cinema (1995), Pane e fiore (1996), Il silenzio (1998), girato in Tagikistan per aggirare la censura iraniana, Viaggio a Kandahar (2001).



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martedì 23 agosto 2016

il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2016

  
73 MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA


il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2016

della Mostra del Cinema di Venezia






“Per rendere qualcosa possibile in ogni momento, paga con il tuo cuore, abbi fede e sii paziente. Non mollare finché non ci arrivi. Perché questo è il dono dell’essere umano: la sfida” Cit.Naderi



Il grande regista Amiri Naderi vince il Premio Jaerger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2016 della 73 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. La premiazione avverrà il 5 settembre, in occasione della proiezione mondiale del suo nuovo film Fuori Concorso, Monte.
La pellicola racconta la storia di un uomo che riuscì a dare speranza nel proprio villaggio, in cui gli abitanti  riescono a stento a sopravvivere. Il film  racconta una lotta contro i confini e gli oltraggi , che talvolta rendono la vita miserabile.
Monte con Andrea Sartoretti e Claudia Potenza, è il primo progetto ambientato e diretto in Italia di Naderi.
Monte è una coproduzione Italia Usa Francia: Citrullo International, Zivago Media, Cineric, Ciné-sud Promotion e KNM in collaborazione con Rai Cinema e con il sostegno del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Direzione generale per il cinema.

Il Direttore  Alberto Barbera sostiene che Amiri Naderi sia un regista che ha rinnovato il cinema iraniano degli anni 80 e 90, restando sempre fedele ad un'idea di cinema sperimentale per nulla incline alle mode, capace di lottare per la libertà di ogni singolo individuo.


Il premio Jaeger-LeCoultre è il riconoscimento meritato che sancisce l'originalità e la grandezza di un cineasta fuori dal gregge, il talento di un regista appassionato e la generosità di un uomo che sembra non conoscere limiti.




Il Regista Amiri Naderi



Amiri Naderi regista





Amiri Naderi è un regista, sceneggiatore e fotografo iraniano , che tra il 1972 ed 1988 ha realizzato ben 11 film.
 Naderi è anche il primo importante regista iraniano a trasferirsi alla metà degli anni ’80 a New York, realizzando A, B, C... Manhattan è stato presentato al Festival di Cannes 1997, nella sezione Un Certain Regard. Marathon - Enigma a Manhattan è stato presentato al Torino Film Festival 2002 ed è il suo primo film ad avere avuto una distribuzione cinematografica in Italia, dove i suoi film precedenti sono stati visti solo nel programma Fuori orario di Rai 3. Anche il successivo Sound Barrier (2005) è stato presentato, fuori concorso, al festival torinese.
Inseguito nel 2008 ha presentato in concorso alla 65ª Mostra del Cinema di Venezia Vegas: Based on a True Story con Nancy La Scala.


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lunedì 22 agosto 2016

L’AMORE AL TEMPO DEI SOCIAL: IL FASHION FILM CONTEST ORGANIZZATO DAL ROMA WEB FEST IN COLLABORAZIONE CON L’ACCADEMIA DEL LUSSO





 L’AMORE AL TEMPO DEI SOCIAL: IL FASHION FILM CONTEST 


 ORGANIZZATO DAL ROMA WEB FEST IN COLLABORAZIONE CON L’ACCADEMIA DEL LUSSO






Roma web fest



Il 25 Luglio 2016 è stato celebrato il Fashion Film Fest, che raggiunta la 4^ edizione, mette in sfida sette film che verranno rappresentati l'1 ottobre alle ore 18:00 presso il MAXXI, Museo Nazionale Delle Arti del XXI secolo.
La pellicola che vincerà avrà il privilegio di ricevere un importante premio da parte della giuria, composta dai più grandi stilisti del nostro tempo.
Il presidente della giuria sarà Anna Fendi, una stilista e imprenditrice italiana che ha diffuso il  suo marchio "Fendi" in tutto il mondo, progettando collezioni di grande rilievo.

La direttrice del Roma  Web Fest, Janet De Nardis ha scelto come tema  L'Amore Al Tempo Dei Social, in cui i protagonisti sono otto fashion blogger italiani :  Giada Desideri, Martina Corradetti, Valentina Salviati, Riccardo China,Barbie Xanax, Kevin Ruiz, Diana De Lorenzi, Giada Albani, che indossano abiti di famosi brand come Martino Midali e Antonio Martino e stylest addetti all'Accademia Di Lusso.


Backstage





I sette film  sono stati realizzati grazie all'aiuto di Paola Rotella, in location come Lo Spazio 2.0 e The Yellow Bar, in collaborazione con l'Accademia L’Oreal e The Top Influencer con Ida Galati. Un riconoscimento particolare per il trucco e la cura dei capelli a ContestarockHair e Romeur Academy.

Il rapporto tra fashion blogger e filmmaker consente la realizzazione di una grande opera audiovisiva in cui emerge la classe e l'eleganza dell'immagine curata dai fashion blogger, capace di comunicare messaggi importati  e di grande significato per il pubblico.




I Trailer


WiRed:






POP: 





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Ordinaria Magia:






N@rcissus:





Digital Love:





Look Around:



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giovedì 14 luglio 2016

IL CASO SPOTLIGHT RECENSIONE


 IL CASO SPOTLIGHT  RECENSIONE

IL CASO SPOTLIGHT

RECENSIONE



Il Caso Spotlight è un film co-scritto e diretto da Tom McCarthy nel 2015, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Oscar 2016 come miglior film dell'anno, e sceneggistura originale.
Nel cast ci sono attori di grande rilievo tra cui Mark Ruffalo, Rachel Mc Adams, Michael Keaton, Liev Schreiber e Stanlei Tucci che hanno  ricostruito il caso in modo realistico e affidabile.
Il regista ha raccontato i reali avvenimenti messi alla luce da un team di giornalisti professionisti che lavorano per il quotidiano The Boston Globe, i quali attraverso un indagine hanno scoperto la verità, accusando l'arcivescovo Bernard Francis Law di aver nascosto i numerosi casi di pedofilia in diverse parrocchie.
Il quotidiano vinse il Premio Pulitzer di pubblico servizio nel 2003.



TRAMA



Il film inizia con l'arrivo di Marty Baron, il nuovo direttore nella redazione del Boston Globe che vuole occuparsi insieme al suo team di giornalisti, dell'inchiesta Spotlight per far maggiore chiarezza sui tragici eventi che condannano un sacerdote dell'Arcediocesi di Boston ai danni di minori, abusi che erano stati insabbiati dalle autorità ecclesiastiche per la vergogna e l'orrore che avrebbero generato sull'opinione pubblica.
I giornalisti Marty Baron, Ben Bradlee Jr, Walter Robinson, Mike Rezendes, Sacha Pfeiffer e Matt Carroll sono consapevoli dei rischi cui vanno incontro, e malgrado ciò decidono di combattere in nome della vera giustizia, schierandosi contro la Chiesa Cattolica.
Nel corso dell'indagine il team scopre con indignazione che  i preti coinvolti sono oltre settanta, ma la vicenda è stata ignorata per anni dalle autorità e dai media.
L'epilogo della pellicola è costituito da una lunghissima lista dei luoghi, in cui la Chiesa è stata coinvolta, e con la notizia del trasferimento del  cardinale Bernard Francis Law alla Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, dopo esser stato rimosso dal suo incarico a Boston.
Una vicenda che lascia molta indignazione se si considera che il cardinale è stato collocato nella Basilica più importante al mondo.



 IL CASO SPOTLIGHT





L'INCHIESTA




Martin Baron  nella seconda metà del 2001 lavorò per il Boston Globe e decise di interessarsi sulla questione che ha distrutto la vita di minori, vittime che non hanno avuto il coraggio di rivivere quell'orrendo passato, raccontando la verità.
Il direttore si interessò alla vicenda nel momento in cui lesse un articolo, in cui era emersa la terribile vicenda di un sacerdote di nome, Father John Geogan, prete cattolico accusato di aver abusato sessualmente di circa 84 bambini.
Baron era sconvolto, perché la notizia raccontata nei giornali non era stata presa in considerazione da nessuno, perché considerata poco importante.
Fu così che il Boston Globe decise di effettuare un'indagine per maggiore chiarezza, e per comprendere se la Chiesa aveva scoperto qualcosa prima dei tribunali.
Inseguito il giornale pubblicò articoli in cui vi erano le testimonianze da parte delle vittime,  disposte a fare giustizia accusando oltre 70 preti.
Inizialmente le vittime tacevano perché temevano di affrontare la questione, e non avevano la forza di raccontare  il loro crudele passato, ma all'improvviso si resero conto di non essere sole e vollero parlarne.




SPOTLIGHT






LA  RECENSIONE




Il Caso Spotlight è un film che attraverso il ragionamento riesce a trasformare un granello di sabbia, in un vasto scandalo che ha coinvolto dei bambini innocenti, nascosto dalla Chiesa incapace di affrontare l'argomento freddamente.
Il regista Tom McCarthy porta sulla scena un film pulito,in cui emerge il tentativo di esporre tutta la cruda realtà del caso, perché la gente doveva sapere come sono andati realmente i fatti, attraverso un giornalismo che nasce per il bene pubblico.
I giornalisti della rivista Boston Globe interpretati da  Mark Ruffalo, Rachel Mc Adams, Michael Keaton, Liev Schreiber e Stanlei Tucci non sono  eroi, ma uomini spaventati dalle scoperte che hanno fatto, desiderosi di combattere per rendere giustizia alle vittime che hanno vissuto un'intera esistenza segnata  da quegli orrori commessi da un prete, la persona di cui si fidavano ciecamente.
Il regista ha avuto il coraggio di condannare ciò che non si può condannare, ma non si schiera contro la Chiesa o contro la religione, anzi è attento nel raccontare in modo obbiettivo come, l'orrore  della pedofilia porti alla perdita di fiducia nelle istituzioni.
 Il regista mette in scena una pellicola limpida, ma a volte enfatizza il pathos rischiando freddezza didascalica.
McCarthy è  molto bravo perché riesce a  creare una relazione tra il cinema e il giornalismo, che cooperano insieme in modo lineare e obbiettivo. Inoltre egli sceglie un cast di attori molto bravi in grado di lavorare insieme come una vera squadra,  che riescono a coinvolgere il pubblico  portando con se il peso di una realtà che non è facile da sostenere.
Particolarmente significativa è la sequenza in cui si assiste al canto di Natale, segnato dalle voci innocenti di minori, increduli di ciò che gli stava accadendo ed incapaci di difendersi.



72 MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA E RICONOSCIMENTI






Il film è stato presentato fuori concorso alla Mostra Internazionale del cinema di Venezia.
Il caso Spotlight ha ottenuto il premio Oscar per il miglior film, la migliore sceneggiatura di Josh Singer e Tom McCarthy, e candidatura per miglior attore e attrice non protagonisti a Mark Ruffalo e Rachel McAdams.


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TRAILER UFFICIALE ITALIANO






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mercoledì 13 luglio 2016

PSYCHO LA RECENSIONE


PSYCHO LA RECENSIONE

PSYCHO
LA RECENSIONE



Psycho è uno dei film più famosi del maestro del brivido Alfred Hitchcock, diretto nel 1960  e interpretato da  Janet Leigh (nel ruolo di Marion Crane), Anthony Perkins (Norman Bates) , John Gavin (Sam Loomis) e Vera Miles (Lila Crane).
Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Robert Bloch, scritto nel 1959, e sulla vera  storia di Ed Gein, un uomo che uccise due persone e decorò la casa con i loro resti.
Si tratta di un film che porta sulla scena un genere innovativo, procurando una grande fama.
Il maestro Hitchcock, con i finanziamenti della serie televisiva Psycho,  e la stessa troupe porta un progetto che inizialmente viene rifiutato dalla Paramount, e inseguito accettato dalla Universal.
Hitchcock riesce a realizzare una pellicola in bianco e nero, in cui emerge attraverso le inquadrature la paura, generando una grande suspense nello spettatore. Il film  non è stato realizzato a colori perché si pensava fosse troppo cruento , ma il motivo principale è che voleva fare una pellicola con il minor costo possibile.
 Molto celebre è la scena della doccia (girata in sette giorni) in cui le coltellate sembrano colpire il pubblico. Si tratta di una scena memorabile che ha influenzato molti film creati successivamente, in questa sequenza Hitchcock non aveva previsto la musica, ma inseguito Bernard Hermann ha realizzato una partitura con strumenti a corda che lo ha indotto a cambiare idea. Questa musica memorabile ha influito sul 33% degli effetti di Psycho.



 TRAMA PSYCHO


 La protagonista della pellicola è Marion Crane un'affascinante segretaria di un'azienda immobiliare, che ha una relazione con Sam Loomis, il proprietario di un negozio di ferramenta.
Un giorno, la giovane ruba 40.000 dollari, una considerevole somma di denaro  di un cliente, che voleva acquistare una casa per la figlia.
Durante la sua fuga Marion viene inseguita da un agente insospettito, così la nostra protagonista cambia auto nel tentativo di perdere le sue traccie. Stanca e stremata da quel lungo viaggio, cerca un luogo in cui soggiornare, e vede un motel in cui vi è una casa posta su una collina che colpisce la sua attenzione.
Entrata nel motel, Marion incontra Norman Bates, un uomo che la registra subito e le concede la prima stanza del motel, invitandola a cena. Durante quella cena Bates confida alla donna quanto è fragile, e le rivela di avere un pessimo rapporto con la madre.
La sera stessa di quell'incontro la ragazza decide di fare una doccia, ma scorge il profilo di una donna che la colpisce con un coltello, uccidendola. Il giorno dopo Bates prende il cadavere della povera donna, la valigia e i soldi e li deposita nella macchina di Marion per farla affondare  nella palude.
Dopo alcuni giorni la sorella di Marion, Lila Crane è in cerca di lei e chiede a Sam se sa qualcosa in più.
Inseguito il detective Milton Agrobast, viene chiamato dall'agenzia per ritrovare i soldi rubati. Il detective effettua un' indagine nei motel, e giunge al Bates Motel, dopo aver interrogato Norman, Milton comprende subito che c'è qualcosa di insolito in quell'appartamento,ma viene preso a coltellate come Marion, dalla stessa donna.
Qual'è il terribile segreto che si cela nelle mura di quel motel? Chi è quella donna?

Nel frattempo Lila e Sam continuano la loro ricerca, scoprendo  che la madre di Norman era morta  suicida dieci anni prima, dopo aver ucciso il compagno.

I due si recano al Bates motel e fingendosi due sposini effettuano delle indagini in quel luogo, ma vengono a conoscenza di una verità raccapricciante.


ADESSO VI MOSTRO UNA DETTAGLIATA E INTERESSANTE RECENSIONE DEL FILM, ATTENZIONE IL CONTENUTO PUÒ CONTENERE SPOILER SUL FINALE.





Marion Crane psycho




RECENSIONE PSYCHO


Hichcock  ha realizzato un genere del tutto nuovo, l'orrore, egli sapeva benissimo che quel film avrebbe creato un grande scandalo, ma non immaginava l'immenso successo che avrebbe potuto creare. Il film ha fatto la storia del cinema del brivido, ed il regista è riuscito a rappresentare un caso di sdoppiamento della personalità, battendo i record di incassi e provocando terrore negli spettatori.
Il regista ha compreso l'importanza di offrire al pubblico un genere nuovo, le persone erano stanche di vedere  gli stessi film d'amore strappa-lacrime, ed è per questa ragione che Hitchcock ha portato sulla scena una storia del tutto inusuale in cui il protagonista è un uomo che desta molta curiosità tra il pubblico, perché è dominato da una doppia personalità, che lo porta a commettere delitti atroci.
Norman è stato sottoposto ad un colloquio con uno specialista psicologo, il quale scopre che l'uomo, dopo la morte del padre, aveva sviluppato un complesso di Edipo nei confronti della madre, rendendola fortemente gelosa di lui. Questa situazione lo ha  soggiogato al punto di non ricordare i terribili crimini che ha commesso.
Il tema del duplice ricorre spesso nel film, infatti il regista sovrappone in una scena del film il teschio della madre con il volto di Norman, un uomo spietato, interpretato da Anthony Perkins.
In Psycho è evidente la presenza degli specchi, che si identificano nel tema del doppio.


 Norman Bates psycho




ATTORI E PERSONAGGI 



 Anthony Perkins dopo aver interpretato il ruolo di Norman Bates, gli sono state affidate parti analoghe, della persona disturbata e mentalmente instabile. Era come se il ruolo di Psycho fosse legato a lui per sempre come una maschera, al punto che il pubblico lo  avrebbe identificato sempre nel ruolo di uomo cattivo. Invece da ragazzo  interpretava sempre il personaggio del giovane sensibile, timido e incompreso per il suo viso da adolescente. In Psycho l attore ha incassato  40.000 dollari la stessa cifra che Marion ha rubato dall'azienda.
 In realtà il Bates del libro era un uomo brutto, piccolo e vecchio ma fu Hitchcock  che volle il personaggio di Norman giovane e bello, e con la passione per la  tassidermia.
La sua figura è stata ripresa in altri film, tra cui Il silenzio degli innocenti (1991) in cui è stato interpretato dal personaggio di Jame Gumb, in Deranged-Il folle (1974) dal personaggio di Enzra Cobb, e Non aprite quella porta (2003)  da Leatherface.
L'interprete Janet Leigh rappresenta perfettamente una giovane e affascinante donna che nel disperato tentativo di cambiare vita, agisce di impulso e deruba il datore di lavoro. E' stata una scelta azzeccata Janet Leigh , che abbiamo visto dieci anni prima in Piccole Donne di Mervyn LeRoy (1949), e nessuno avrebbe mai pensato di vederla in questo ruolo.
L'attrice ha dichiarato che la scena della doccia l'ha colpita al punto di farle capire quanto fosse vulnerabile una donna sotto la doccia, e decidere di fare il bagno.


 COLONNA SONORA PSYCHO


 La colonna sonora di Bernard Hermann trasformò completamente la pellicola accrescendo la suspence, soltanto attraverso l'uso di strumenti ad arco. Lo spettatore si ritrova in uno stato di ansia spesso rinforzato dai temi musicali, dalle ombre e dalle luci.





CASA DEL FILM





Bates Motel - psycho
Bates Motel


Nel film è stata scelta la casa sulla collina che sormonta il Bates Motel ispirata al quadro di Edward Hopper, The House by the railroad. L'edificio, da cui ha preso spunto Hopper, è ancora presente nel villaggio di Haverstraw, NY, lungo la Route 9W.
Negli anni questa ambientazione è diventata un simbolo ed è stata ripresa da molti registi nella realizzazione dei loro film. 
Purtoppo la villa   sta degenerando e le pareti rischiano di cadere a pezzi , per questa ragione è stata firmata una petizione per impedirne il crollo.

CAMEO


Nel film il cameo di Hitchcock (con il cappello da cowboy) si vede all'inizio perché sapeva che gli spettatori l'avrebbero cercato. e non voleva distogliere la loro attenzione dalla trama.



 CURIOSITA'



  • Uno dei motivi per cui Alfred Hitchcock ha voluto Psycho in bianco e nero è perché aveva amato il film horror francese I Diabolici (1955), realizzato in bianco e nero.



  • Il primo giorno delle riprese Alfred Hitchcok ha fatto giurare al cast e alla troupe di non divulgare una parola della storia. Alfred Hitchcock non ha poi rivelato il finale fino al giorno della ripresa.



  • Ogni cinema che proiettava il film doveva porre un poster in cui si vedeva Alfred Hitchcock che indicava il suo orologio da polso e una scritta: "Il direttore di questo teatro è stato istruito, a rischio della sua vita, di non ammettere in teatro le persone dopo l'inizio del film. Qualsiasi tentativo di entrare da porte laterali, scale di sicurezza o pozzetti di ventilazione verrà fermato con la forza. L'obiettivo è, ovviamente, di farvi godere di più Psycho. Alfred Hitchcock



  • Candidato a quattro Oscar, è uno dei film più conosciuti di Hitchcock  tanto da aver generato ben tre sequel Psycho 1, Psycho 2 e Psycho 3, uno spin-off e un remake shot-for-shot di Gus Van Sant.



PERSONALITA' HITCHCOCK




alfred hitchcock personalità


Hitchcock è stato un regista con una personalità complessa, nei suoi film ricorda spesso l'infanzia trascorsa a Londra , e spesso ricorre al tema dell'innocente arrestato ingiustamente, per esorcizzare un ricordo da bambino in cui il padre lo mandò al commissariato di polizia con una lettera. Lì venne chiuso per cinque o dieci minuti con l'accusa di essere un bambino cattivo. Il padre lo consderava un agnellino senza macchia.
Sebbene  fosse un genio, in lui si nascondevano stranezze e debolezze, interpretate da Anthony Hopkins in un altro film a lui dedicato intitolato "Hitchcock". Questa pellicola fa luce sullo splendido rappporto con la moglie Alma, collaboratrice amata per la sua intelligenza e capacità di starle sempre accanto, nonostante il marito avesse una passione per le interpreti bionde, scelte come protagoniste dei suoi film.


FILM ISPIRATI


 Hitchcock è un film diretto da Sacha Gervasi nel 2012  con protagonisti Anthony Hopkins, Scarlett Johansson e Jessica Biel, film biografico incentrato sul rapporto tra il regista e sua moglie Alma Reville durante la lavorazione del film Psycho.


TRAILER UFFICIALE ITALIANO






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TRAILER 1998 PSYCHO



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